Stefano Reolon
Dopo aver conseguito la laurea in Scenografia e Costume presso l’Accademia Belle Arti di Venezia, fa esperienze importanti come assistere ai costumi con M. L. Amadei presso l’Arena - Filarmonico di Verona e lavorare per diversi anni come scenografo a RAI UNO, a Roma, come assistente di G. Castelli.
Al talento affianca un esercizio costante sulle materie tipiche del passato. Impara a “costruirsi” i colori come si faceva un tempo, per poi abbinare questa tecnica ad un modo di fare arte libero, dove mescola svariati linguaggi: dal fumetto all’olio degli antichi. Usa l’immagine “a livelli” e ama la stratificazione, che per lui vale come un palinsesto archeologico della sua vita e lo mette in parallelo a quello che succede nella storia dell’arte d’Italia. Infatti, l’arte italiana è uno stratificarsi di stili, di pitture, affreschi, architetture come non è avvenuto forse in nessun altro posto al mondo. Questo non toglie all’artista la capacità di aggiornare il suo repertorio stilistico fino a lavorare con programmi digitali e la fotografia, che gli permettono di rilanciare ulteriormente il suo mondo in un moto che non vuole fermarsi né essere fermato.